Ti senti un cliente abbandonato?! VUOI TORNARE AD AVERE IL SORRISO?

  • L’assicuratore mi chiama solo quando c’è da incassare!
  • Non è mai chiaro quanti soldi ho nel mio piano di risparmio!
  • In cosa ho investito? Sono sicuri i miei soldi?
  • Ma perché l’assicurazione auto aumenta ogni anno?
  • Quando ho bisogno io, non mi rispondono mai!

Queste sono solo alcune delle tantissime domande ed affermazioni che voi, clienti abbandonati dalla Vostra agenzia, pensate, ma sopratutto raccontate, ai vostri parenti ed amici, lasciando intendere di avere un problema, un bisogno di aiuto, un chiaro desiderio:

“VOGLIO ESSERE SEGUITO, CONSIGLIATO, SUPPORTATO E CAPITO!”

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L’assicuratore è un ruolo in continua evoluzione, anche grazie alle innovazioni tecnologiche degli ultimi anni…

E’ finita l’epoca del “solo incasso della polizzetta”, l’assicuratore non è solo un venditore di polizze! Questo concetto non a tutti è chiaro, visto che molteplici clienti di assicurazioni lamentano e cercano una persona a cui affidarsi!

L’assicuratore, ha assunto (per chi l’ha compreso) un ruolo sociale molto importante all’interno dell’economia di una città, di un piccolo paese, o semplicemente all’interno di una famiglia. E’ giusto occuparsi a 360° delle esigenze di ciascun cliente, che si tratti di RC Auto, Previdenza, Investimento, Infortunio o Malattia: bisogna diventare dei veri e propri consulenti assicurativi!

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Un buon consulente deve saper guardare le cose nel loro insieme, osservandole da più punti di vista, mettendo la sua competenza a disposizione del cliente, per aiutarlo a fare una scelta, valutando insieme le proprie situazioni di rischio.

Così come per ogni altra professione, bisogna avere una grande passione per il proprio lavoro in modo da poter offrire a tutti i clienti, fiducia, puntualità ed efficienza nella consulenza.

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E TU, VUOI TORNARE AD AVERE IL SORRISO?
IO SONO QUI

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Key Man?!… Tutela, proteggi la tua Azienda!

La polizza “Key Man” protegge l’impresa dalla perdita del così detto “uomo chiave”. In ogni azienda c’è un uomo chiave attorno a cui si sviluppa il successo dell’impresa. Dall’amministratore delegato sino a chi ricopre ruoli strategici, le persone di valore meritano un’attenta protezione per fare in modo che il business non si fermi in caso di imprevisti.

L’assicurato può scegliere nel corso degli anni di validità della Polizza che il capitale assicurato sia costante o decrescente. Il Contraente designa i Beneficiari e può in qualsiasi momento revocare o modificare tale designazione comunicandola per iscritto alla Compagnia o per testamento.

È importante sottolineare come questo prodotto non sia rivolto solo alle grandi Società, ma bensì anche alle Società di persone o di capitali.

L’articolo 2284 del Codice Civile, riferendosi a queste Società, obbliga i soci (salvo diverse disposizioni del contratto sociale), in caso di morte di uno degli stessi, a scegliere tra tre possibili alternative:

  1. Liquidare gli eredi del defunto delle quote dallo stesso possedute
  2. Sciogliere la Società
  3. Continuare la Società con gli eredi del defunto

Un’adeguata tutela tra soci, regala un’importante protezione all’Azienda!

Polizza RC Auto | Nei 15 giorni successivi alla scadenza “Multa o non multa”?


A più di un anno dalla dematerializzazione del contrassegno dell’assicurazione auto, vi sono ancora alcune perplessità da parte non solamente degli utenti della strada ma anche di altre persone che non conoscono bene la normativa.

Tutti sappiamo che il “vecchio” tagliando dell’assicurazione auto andava esposto sul parabrezza del veicolo, allo scopo di attestare l’emissione della polizza RC auto e della regolarità dell’avvenuto pagamento del premio.

A far data dal il 18 ottobre 2015, é cessato l’obbligo di esporre il tagliando.

È opportuno ricordare che l’articolo 180 del codice della strada, prevede che per poter circolare con veicoli a motore il conducente deve avere con sè il certificato di assicurazione obbligatoria.

In caso di controllo da parte delle forze di polizia stradale, allo stesso verrà contestata la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 41 a euro 169.

Come funziona con il tagliando assicurativo elettronico

È chiaro che il contrassegno è stato sostituito dal c.d. tagliando assicurativo elettronico, la mancata copertura assicurativa del veicolo è in capo all’articolo 193 del codice della strada, il quale prevede sanzioni molto più gravi.

È opportuno chiarire che il comma 2 del citato articolo 193, prevede :” . . l’assicurazione del veicolo per la responsabilità verso i terzi sia comunque resa operante nei quindici giorni successivi al termine di cui all’art. 1901, secondo comma, del codice civile.”

In realtà, anche qualora l’assicurato non provveda per tempo al rinnovo, la polizza assicurativa resta valida ed efficace per i 15 giorni successivi alla data di scadenza, coprendo ogni eventuale incidente come se si trattasse di un normale evento ricaduto sotto la copertura “standard” della polizza.

Le sanzioni per la mancata copertura assicurativa sono dettate dello stesso articolo, il quale non comprende una sanzione all’interno dello “spazio temporale” dei 15 giorni.

IMPORTANTE: Nel caso in cui il 15° giorno cada di Venerdí, suggerisco di effettuare il pagamento del premio della propria assicurazione auto qualche giorno prima, per dare il tempo al tagliando assicurativo elettronico di poter essere aggiornato con la relativa copertura, visto alcune problematiche durante il weekend.

#TuttoPensione 2017 – L’intervento del Presidente dell’INPS

Lunedì 23 Gennaio si é svolto il convegno del Sole 24 Ore sulle novità previdenziali previste dalla Legge Bilancio 2017.
C’era molta attesa e curiosità in platea tra gli addetti del settore per questo evento, soprattutto vedendo gli ospiti invitati al confronto “pensionistico”.

Primo fra tutti, Tito Boeri (Presidente INPS) che ha aperto il dibattito affrontando subito i temi caldi:

  • Valutazione degli effetti delle riforme
  • Gli effetti finanziari
  • L’importanza dell’informazione

Chiaro ed autorevole, Boeri spiega come la valutazione dell’impatto sulla spesa pensionistica sia di breve-medio periodo (10 anni), mentre sarebbe stato più importante valutare gli effetti futuri che la riforma poteva dare:

” É VERO, SI POSSONO AVERE ONERI BASSI NELL’IMMEDIATO, MA OCCORRE VALUTARE GLI EFFETTI FUTURI, SONO PIU’ IMPORTANTI”

Ha puntanto molto, nel suo intervento, su quanto sia importante l’informazione al cittadino, che si diversifica con l’opinione pubblica, proprio per questo da Febbraio, l’INPS invierà via posta o via mail (per chi si fosse registrato al sito online) circa 150.000 Buste Arancioni adattate all’APE, l’anticipo pensionistico che sarà in vigore dal 1 Maggio 2017 al 31 Dicembre 2018.

  • APE SOCIALE: é una prestazione sociale a cui potranno accedere lavoratori che si trovino in determinate condizioni ed hanno almeno 63 anni di età, 30 o 36 di contributi, ed a cui non mancano più di 3 anni e 7 mesi per arrivare alla pensione di vecchiaia.
  • APE VOLONTARIO: é un prestito erogato mensilmente in dodici mensilità dal sistema bancario fino all’età di pensionamento agli assicurati in possesso di almeno 20 anni di anzianità contributiva. A partire dal pensionamento, il prestito sarà rimborsato con una trattenuta sulla pensione mensile, compresa la tredicesima, in 260 rate per un periodo di 20 anni.

Personalmente peró, penso che l’Ape sociale vada un pó presa con le “pinze”, ossia una sperimentazione, cosi come l’ha definita Stefano Patriarca (Consigliere Economico Unità di Coordinamento della Politica Economica Presidenza del Consiglio), visto che l’importanza di questo strumento sociale é proprio quello di rendere più flessibile le scelte dei cittadini, soprattutto di quelli in difficoltà, senza lavoro e vicini al traguardo della pensione di vecchiaia.
Differente la situazione per quanto riguarda l’ape volontario, visto che non occorre la cessazione dell’attività lavorativa e l’importo della futura pensione non dovrà essere peró inferiore a 702,65€ lordi mensili. La convenienza, se c’é, credo potrà convivere solo con il part time, perché deve essere chiaro, l’ape é a tutti gli effetti un ” mutuo”, un prestito coperto da assicurazione contro il rischio di premorienza cosicché, in caso di decesso, la pensione ai superstiti venga erogata in misura piena.

Questa manovra, andrà ad aumentare inevitabilmente la spesa pensionistica, con un monito importante di Boeri:
“Un governo che sostiene che il debito implicito non sia rilevante, ci sta dicendo che vi saranno nuove riforme previdenziali”.

Il significato dello Spread!

Lo spread é semplicemente un numero che indica una differenza percentuale, ad esempio fra rendimenti.

Lo spread a cui si fa spesso riferimento negli ultimi anni è quello fra il rendimento dei Bund tedeschi e dei Btp (buoni del tesoro poliennali) italiani, di durata decennale. Bund e Btp sono obbligazioni governative (rispettivamente tedesche e italiane), ossia titoli grazie ai quali gli stati incassano subito dei soldi, come per esempio quando i cittadini vanno in banca e comprano tali obbligazioni, per poi restituirli dopo un certo numero di anni, con gli interessi.

Ovviamente, piú uno stato é affidabile economicamente, minore sarà l’interesse che verrà pagato a chi compra le sue obbligazioni.

E lo spread? 

In sostanza se il rendimento decennale italiano (Btp 10y) é pari al 2,045% ed il rendimento decennale tedesco (Bund 10y) é pari allo 0,353%, basterà sviluppare la differenza tra i due rendimenti e moltiplicare il risultato per 100:

(2,045 – 0,353) x 100 = 169,2 

Lo spread é pari a 169 punti base (dato del 01.12.2016)

Lo SPREAD tra i titoli di stato, é sempre stato calcolato dagli operatori di mercato e dagli analisti finanziari. La fama e la diffusione del termine al di fuori dell’ambito finanziario si é avuta con lo scoppio della crisi del debito dei paesi dell’Eurozona. Quindi lo Spread c’é sempre stato, ma noi italiani l’abbiamo “scoperto” solamente nell’estate 2011 quando salí fino a 390 punti base ed arrivando al record storico di 574 nel novembre di quell’anno (Per ricordare meglio il periodo storico, il change Berlusconi – Monti)

Per concludere quindi, più lo Spread sale, più lo stato risulterà economicamente meno affidabile.

E comunque, per noi italiani, in qualsiasi momento storico rimarrà sempre…

Pensione, ma come funzioni?

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Sistema retributivo o contributivo, Ape, età pensionabile, anzianità contributiva, busta arancione… Il mondo della previdenza è sempre stato regolamentato da norme complesse, che sono state per di più oggetto di continue modifiche negli ultimi anni: le ultime con la legge di Stabilità 2017.

Vediamo di fare un pò di chiarezza…

Retributivo o contributivo?
In Italia fino al 2011 erano presenti entrambi. Con l’ultima riforma pensionistica Monti-Fornero tutte le pensioni sono calcolate ad oggi con il sistema contributivo per quanto riguarda i montanti accumulati a partire dal 1° gennaio 2012.

Il sistema retributivo è un sistema di calcolo legato alle retribuzioni degli ultimi anni di attività lavorativa. E’ ancora valido per chi al 31 dicembre 1995 aveva almeno 18 anni di contribuzione per le somme accantonate fino al 31 dicembre 2011.
Secondo tale regime la pensione era una percentuale (tanto più alta quanti più anni l’individuo ha lavorato) della “retribuzione pensionabile”, ossia una media dei redditi percepiti negli ultimi anni di vita lavorativa.

Il sistema contributivo si basa sui contributi effettivamente versati dal lavoratore (e dal datore di lavoro) durante tutta la vita lavorativa.
I contributi versati ogni anno vengono sommati e rivalutati fino al termine della vita lavorativa: in questo modo si accumula una somma, il “montante individuale”, sul quale si calcolerà la pensione.

 

Ma che cos’è l’Ape?
E’ così definito l’Anticipo pensionistico che con la legge di Stabilità 2017 modifica le norme relative alla possibilità di pensionamento anticipato.
A partire dal 2017, chi compie 63 anni di età può lasciare il lavoro prima, con un anticipo massimo di tre anni e sette mesi, grazie a un prestito bancario o assicurativo.

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Ma quando si andrà in pensione?
Dal 2016 l’età minima per andare in pensione di vecchiaia è pari a:
– 66 anni e sette mesi per gli uomini, sia i dipendenti del settore privato e del pubblico, sia gli autonomi
– 65 anni e sette mesi per le donne dipendenti del settore privato, elevata a 66 anni e sette mesi dal 2018
– 66 anni e un mese per le lavoratrici autonome, elevata a 66 anni e sette mesi dal 2018
– 66 anni e sette mesi per le donne dipendenti pubbliche.

Per la pensione di vecchiaia è necessario in ogni caso avere versato contributi per almeno 20 anni.

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Pensione anticipata? Gli italiani non ci stanno!

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Sei su dieci pensano che il sistema pubblico non sarà in grado di coprire i bisogni previdenziali dei cittadini. (Indagine Mefop)

Ad oltre la metà degli italiani l’idea di andare in pensione in anticipo, subendo però una riduzione dell’assegno previdenziale, non piace. A dirlo è l’indagine pubblicata da Mefop (società costituita dal ministero dell’Economia e delle Finanze per lo sviluppo dei fondi pensione) e giunta quest’anno alla sua quinta edizione.

Il campione degli intervistati ha affermato di essere per nulla (22%) o poco (30%) d’accordo con la prospettiva di rinunciare a parte della rendita pur di cessare il lavoro in anticipo. E i lavoratori più prossimi al pensionamento sono quelli che si mostrano maggiormente in disaccordo.

E come dargli torto, pochi conoscono il “sistema” della pensione anticipata, ma soprattutto cosa comporta andare in pensione qualche anno prima rispetto al traguardo della pensione di anzianità?

L’accesso al pensionamento anticipato nel regime contributivo comporta una riduzione dell’importo della pensione legato a due fattori:

1° fattore: i contributi vengono versati per un numero minore di anni e quindi la riduzione sarà indicativamente proporzionale ai contributi non versati in rapporto agli anni previsti dal pensionamento di vecchiaia.

2° fattore: si inizia a percepire la pensione prima dell’età prevista (vecchiaia) e quindi l’aspettativa di vita sarà maggiore. I contributi versati dovranno garantire la pensione per un periodo più lungo, di conseguenza l’importo sarà più basso.

Ecco un esempio per rendere più chiara la riduzione:
Pensione anticipata a 66 anni anziché 68 con 44 anni di contributi versati:

– impatto minori versamenti = -4,3%
– impatto aspettativa di vita = -6,8%

Impatto complessivo = -11,1%

Ad esempio un tasso di sostituzione del 73% si ridurrà dell’11,1% (8,10%) = 64,90%

Equivale a dire che se a 68 anni con la pensione di anzianità spetterebbero al neo pensionato 730€ al mese, anticipando di 2 anni il suo ingresso nel sistema pensione percepirebbe 649€ mensili.

Una bella riduzione, ma ne vale la pena?

A “darci una mano” è arrivata così la tanto attesa Busta Arancione inviata dall’INPS!

Ma invece di creare maggiore responsabilità del proprio futuro previdenziale, ha generato in alcuni uno “stato di allarme” trovandosi un’amara sorpresa ed una situazione ottimistica non veritiera in alcuni (il calcolo considera una crescita constante del PIL dell’1,5%).

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Sono così tornati i soliti stereotipi:
“La pensione? non la prenderò mai! o “Ci penserò quando andrò in pensione”.

La principale azione da intraprendere in ogni caso è responsabilizzarsi nel pensare al proprio futuro, maggiormente tra i più giovani, avendo dalla loro parte un fattore assai importante: IL TEMPO!